State of the World 2010
Si deve
''evitare il collasso della civiltà umana'' sostituendo gli
attuali modelli consumistici con modelli 'naturali' incentrati
sulla ''sostenibilità''.
E' questo, in
sintesi, il senso del rapporto 'State of the world' del
Worldwatch institute organizzato dal Wwf Italia e da edizioni
Ambiente - in collaborazione con la cattedra di Sociologia del
lavoro della Facoltà della comunicazione dell'università La
Sapienza - e presentato oggi a Roma.
L'edizione italiana
del rapporto, curata da Gianfranco Bologna, direttore
scientifico del Wwf Italia, e' particolarmente attuale: ''Per
evitare il collasso della civiltà umana - si legge nel rapporto
- e' indispensabile una profonda trasformazione dei modelli
culturali dominanti'' per ''superare il consumismo'', che sta
provocando ''una situazione drammatica, dal punto di vista
ambientale e della giustizia sociale'', sostituendolo ''con un
nuovo contesto culturale'' incentrato ''su una rivalutazione
della comprensione del 'naturale'''.
Questo, dice il Worldwatch institute,
comporterebbe ''scelte individuali e sociali con danni
ambientali ridotti o minimi o che rimetterebbero in sesto i
sistemi ecologici della Terra, oggi profondamente deteriorati''.
Secondo il presidente del Worldwatch Institute, Christopher
Flavin, ''un tale mutamento - qualcosa di più fondamentale
rispetto all'adozione di nuove tecnologie o di nuove politiche
governative - a livello globale, rimodellerebbe il modo di
concepire e di agire dell'uomo alla radice''.
Per reindirizzare
le istituzioni chiave della formazione culturale ci ''vorranno
decenni'' e bisognerà toccare alcuni campi fondamentali:
''Istruzione, economia, governo, media e anche i movimenti
sociali e le tradizioni umane consolidate''. |