Ambiente
 

La rivoluzione verde si fa in Cina

L'economia verde in Cina continua la sua corsa sfrenata. A confermarlo un rapporto del Climate Group sui dati della China's Clean Revolution.

Nonostante la crisi mondiale che ha danneggiato l'export il mercato interno cinese sembra non risentire della crisi.

Il maggiore emettitore mondiale di gas serra sembra aver preso molto sul serio l'impegno a ridurre le sue emissioni di CO2 e il programma ambientale, che ha stanziato ben 585 miliardi di dollari, sembra privilegiare i veicoli elettrici, le rinnovabili, l'efficienza energetica e l'edilizia sostenibile.

 

La meta' dei pannelli solari termici venduti nel mondo sono di produzione cinese (complice un enorme mercato interno: 65% delle installazioni mondiali), per il fotovoltaico invece il Paese soddisfa il 30% della domanda mondiale (il 40% se si conta anche Taiwan). L'eolico poi continua la sua crescita che vede raddoppiare la potenza installata ogni anno. Un trend che secondo il report continuera' anche nel 2009, anno in cui un terzo della nuova capacita' eolica installata nel mondo sara' in Cina. Altro punto forte del programma e' l'efficienza energetica in generale.

Il governo cinese, infatti, ha previsto diverse misure per alcune industrie che dovrebbero portare ad un risparmio pari 240 milioni di tonnellate di carbone entro il 2010. Intanto l'etichetta energetica imposta agli elettrodomestici avrebbe fatto risparmiare 90 miliardi di kWh. Che la Cina punti decisamente a ridurre lo spreco d'energia d'altra parte e' chiaro anche dall'unico obiettivo che si e' data nella lotta all'effetto serra: quello contenuto nel piano 2005-2010 di ridurre del 20% la propria intensita' energetica (il rapporto tra energia consumata e ricchezza prodotta). Anche nel settore edilizio la Cina ha potenzialita' enormi per diventare un settore trainante della green economy.

Le stime dicono che i 40 miliardi di metri cubi attuali edificati nel Paese dovrebbero quasi raddoppiare arrivando a 70 nel 2020: un mercato potenziale di 220 miliardi dollari per l'edilizia verde se solo un edificio su due adottasse soluzioni low-carbon, di 439 se si applicassero norme piu' severe. Pechino pare intenzionato a seguire questa strada con standard di conservazione dell'energia dal 2010 per tutti i nuovi edifici di almeno il 50%, che diventa il 65% in alcune citta'.