Ambiente

Il calendario della caccia a tutela della fauna

 

Sulla caccia, ma anche sulla tutela delle foche, da oggi l'Italia è più vicina all'Europa. Con un no alla deregulation del calendario venatorio, e' stata approvata al Senato la legge Comunitaria 2009 che recepisce numerose norme Ue, tra cui il nuovo calendario per la caccia, nonche' l'introduzione del sistema sanzionatorio per chi commercia pellame delle foche non catturate da popolazioni locali.

Multe salate inoltre (dai 3 mila ai 18 mila euro) per allevatori e stabilimenti di produzione alimentare che non rispettino l'obbligo Ue di identificare le carcasse di suini.

Le doppiette italiane - quasi 710 mila i cacciatori attivi in 14 regioni - avranno a disposizione dieci giorni in più per l'attività venatoria nel mese di febbraio.

 

 

Questa la deroga sui calendari venatori che potrà esser consentita alle Regioni che ne fanno richiesta, previo il parere ''preventivo e vincolante'' dell'Ispra.

Tuttavia, per ciascuna specie, il numero di giornate a rischio resta invariato. E, a conti fatti, le specie cacciabili in quel periodo sarebbero ridotte a tre o quattro (gallinella d'acqua, folaga e forse allodola). Con il provvedimento votato oggi, che ha sostanzialmente accolto le modifiche recentemente apportate dalla Camera, ''mi sembra si sia fatto troppo rumore per nulla'' commenta il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, secondo il quale alla fine il ''compromesso'' sulla durata della stagione della caccia e' ''modesto''.

''Si e' persa l'occasione - ha aggiunto Galan - di fare qualcosa di importante a tutela dell'ambiente, della fauna e gradita ai cacciatori''. Di tutt'altro tono il commento dei ministri per le Politiche europee Andrea Ronchi, ''soddisfatto'' anche in ottica di adeguamento degli obblighi comunitari, e dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

''Non ci sarà un solo giorno di caccia in più rispetto al calendario vigente'' ha sottolineato Prestigiacomo, perche' per ciascuna specie il numero di giornate di caccia ''resta invariato'' e ciò significa che la stagione ''non è allungata'' e che non c'e' stata ''alcuna apertura alla deregulation, alla mattanza''. Inoltre il testo approvato, ha sottolineato Prestigiacomo, ''ci consente di superare un contenzioso trentennale con l'Unione Europea''.

Plauso arriva dalle associazioni ambientaliste. ''E' stata ribadita - ha detto Antonino Morabito, responsabile fauna di Legambiente - la priorità della tutela della fauna rispetto all'esercizio venatorio, e le Regioni dovranno autorizzare solo una caccia strettamente conservativa. Ora la palla passa alle Regioni chiamate a dare prova del loro senso di responsabilità rispetto alla difesa della natura e alla stesura dei calendari venatori, con il ministero dell'Ambiente che dovrà vigilare''.

Secondo la Lipu, l'articolo 42 della Legge Comunitaria approvato definitivamente e' ''in gran parte ottimo'' e ''rilancia le politiche di tutela della natura in Italia riducendo la stagione di caccia e salvaguardando le 19 specie in declino. Tuttavia, resta grave la possibilità di deroga per i primi dieci giorni di febbraio, sebbene molto teorica, su cui e' impensabile il placet dell'Ispra''. Per il Wwf il testo oggi divenuto legge ''costituisce un importante, anche se tardivo, passo avanti per la corretta applicazione della Direttiva Uccelli e delle altre leggi internazionali a tutela della biodiversità''. La Comunitaria, salva poi, sottolinea infine la Lav, la vita a molte migliaia di foche, se si considera che solo negli anni 2000 e nel 2003 l'Italia ha importato rispettivamente 55.000 e 15.000 pelli di foca.