Fin da quando l'uomo ha pensato di
poter raggiungere il suolo lunare, il pensiero è sempre andato
alla possibilità di colonizzare la Luna con basi permanenti.
Tuttavia dopo la missione dell'Apollo 17 e precedenti, l'idea
sembra essere stata abbandonata.
Infatti i dati a disposizione degli scienziati hanno evidenziato
la quasi totale mancanza sulla superficie lunare di
elementi chimici leggeri quali idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto che
sono essenziali per sostenere la vita.
L'ossigeno, diversamente dagli altri elementi chimici, è
presente in buone quantità ed è il principale elemento che
costituisce la regolite (la roccia che ricopre la Luna) ma
estrarlo sarebbe estremamente costoso.
Nonostante sia stato individuata nelle regioni polari
presenza di ghiaccio d'acqua, l'assenza in quantità sufficienti
di quegli elementi ha limitato e limita sensibilmente la
creazione di una colonia indipendente dalla Luna. Altro fattore
discriminante è dato dall'incertezza dell'incidenza della
gravità lunare (un sesto di quella terrestre) sulla salute
dell'organismo dell'uomo.
I dati a disposizione raccontano di un drastico calo di peso per
coloro i quali hanno partecipato seppur per periodi molto brevi
alle missioni lunari, dai 3 ai 6 kg, ed è dimostrato che
l'esposizione all'assenza di peso per periodi di tempo
dell'ordine dei mesi crea una riduzione delle masse di ossa e
muscoli, nonché una depressione del sistema immunitario.
L'atmosfera lunare, praticamente assente, rende la superficie
particolarmente esposta a drammatiche escursioni termiche e alle
radiazioni spaziali. L'assenza di atmosfera aumenta inoltre il
rischio di impatto da meteore; in queste condizioni anche
piccole pietre hanno il potenziale per distruggere strutture non
adeguatamente protette.
Per queste ragioni da metà degli anni '70 in poi gli sforzi di
colonizzare un corpo celeste si sono concentrati su Marte
nonostante negli ultimi anni sembri essere tornato d'interesse
strategico la creazione di una base lunare. La Nasa infatti
prevede una base per il 2020.