Allarme dall'UE: Emergenza salute e acque
 

Morire per gli effetti di un clima sempre piu' mutevole, con un termometro che nel Sud dell'Europa oscillera' con maggiore frequenza tra picchi di calore, mettendo a repentaglio la qualita' e la disponibilita' di una risorsa, l'acqua, indispensabile alla vita dell'uomo, degli animali e delle piante. A soffrirne di piu' saranno le persone anziane, i portatori di handicap, le famiglie a basso reddito. E' lo scenario che traccia la Commissione europea nel 'Libro bianco' su l'Adattamento ai cambiamenti climatici che approvera' mercoledi' a Bruxelles, alla vigilia di numerosi confronti internazionali sul clima, non ultimo il vertice a Copenaghen a dicembre. Un documento che e' un grido d'allarme verso i responsabili politici affinche' affrontino le sfide all' interno di un quadro d'azione europeo. Insomma, Bruxelles indica la strada per creare una vera e propria strategia comune mettendo fine alla frammentazione dei singoli interventi. Un'azione comune si impone - mette in guardia il governo europeo - in quanto ''ci vorra' del tempo prima che il pianeta si rimetta delle conseguenze del gas ad effetto serra gia' presenti nell'atmosfera''. Effetti, ''che si faranno sentire ancora per almeno 50 anni''.

 

MORIRE PER IL CLIMA: ''Con la moltiplicazione dei fenomeni estremi il numero dei decessi e delle malattie legate al clima potrebbe accrescere'' si legge nel documento. Non solo. Anche ''la diffusione di grave malattie infettive, come quelle trasmesse dagli animali all'uomo, sarebbe facilitata''. Compromesso inoltre il benessere degli animali con rischi per la salute delle piante e nuove presente di organismi nocivi.

ACQUA IN PERICOLO, STOCCARLA: La sua penuria pone gia' un problema ''e la situazione potrebbe deteriorarsi con il cambiamento climatico'' anche perche' le aree europee che subiscono una forte pressione sulle riserve d'acqua passeranno dal 19% attuale al 35% nel 2070. Bruxelles suggerisce di conservare l'acqua in sistemi naturali per attenuare gli effetti della siccita', prevenire le inondazioni, l'erosione dei suoli e la desertificazione.  AGRICOLTURA: Cattivi raccolti, deterioramento dei suoli, delocalizzazione di certe produzioni agricole con un impatto sull'allevamento e sui redditi degli agricoltori. Si teme un impatto sulle forniture alimentari con conseguenze anche nel settore della pesca e acquacoltura. 

TURISMO: Meno neve al nord nelle regioni alpine, piu' caldo al sud, in quelle mediterranee, rischiano di mettere a dura prova l'attivita' turistica invernale come quella estiva.

ENERGIA: Precipitazioni e scioglimento dei ghiacciai dovrebbe portare ad un incremento del 5% della produzione idroelettrica nel Nord Europa, ma una riduzione di almeno il 25% nel Sud dell' Ue. Tutto questo con costi economici e sociali notevoli per le infrastrutture come gli immobili, i trasporti, la fornitura di energia e di acqua, in particolare nelle zone molto popolate.

ECOSISTEMI E BIODIVERSITA': Il loro degrado preoccupa particolarmente gli italiani (34% rispetto al 23% della media Ue) e a ragione per la loro funzione nel regolamentare il clima.

SOLUZIONI IN 2 FASI: Dal 2009 al 2012 Bruxelles suggerisce di creare un Centro di scambio d'informazioni sugli effetti dei cambiamenti climatici; d'integrare l'obiettivo 'clima' in tutte le politiche europee, rafforzando le capacita' di adeguamento dei sistemi sanitari e sociali con la creazione di meccanismi di sorveglianza sulla salute e le malattie trasmissibili. Il settore del lavoro dovra' poi prendere in conto la dimensione sociale dell'adeguamento ai mutamenti climatici. Dal 2013 la nuova strategia con strumenti finanziari adeguati. (ANSA).